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Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA)

Indici sintetici di affidabilità fiscale (ISA)

Riorganizzazione e razionalizzazione periodica

Di Marinella Perrini

Gli "Indici Sintetici di Affidabilità Fiscale" (ISA) sono stati introdotti in Italia con l’art. 7 bis del decreto-legge n. 193/2016 e sono applicabili a partire dal periodo d'imposta 2018. Gli ISA hanno sostituito gli studi di settore (previsti dall'articolo 62-bis del decreto-legge 30 agosto 1993, n. 331, convertito, con modificazioni, dalla legge 29 ottobre 1993, n. 427) e sono utilizzati per valutare il livello di affidabilità fiscale delle imprese e dei lavoratori autonomi cui collegare livelli di premialità, anche consistenti nell'esclusione o nella riduzione dei termini per gli accertamenti, al fine di promuovere l'adempimento degli obblighi tributari e il rafforzamento della collaborazione tra l'Amministrazione finanziaria e i contribuenti.

Questi indici si basano sull'analisi di variabili economiche, contabili e fiscali, che consentono all'amministrazione fiscale di identificare i contribuenti a basso rischio di evasione e mirano, quindi, a promuovere la compliance fiscale e a ridurre i controlli fiscali.

Il regolare aggiornamento degli ISA permette l’adeguamento fiscale alle condizioni economiche correnti e alle tendenze del mercato.

Ecco perché il D. Lgs. n.1 del 2024 - Razionalizzazione e semplificazione delle norme in materia di adempimenti tributari – prevede alcune novità di rilievo relative alla semplificazione degli oneri compilativi dei Modelli ISA e alle attività di revisione periodiche degli Indici stessi.

In particolare, l’art. 5 stabilisce che, nell’ambito delle attività di revisione periodiche degli Indici sintetici di affidabilità fiscale, si svolgano analisi finalizzate alla riorganizzazione e razionalizzazione degli stessi anche al fine di garantirne la capacità di rappresentare le realtà economiche nonché le evoluzioni della classificazione Ateco.

In quest’ottica l’art. 14 eleva (per i soggetti cui si applicano gli ISA) da 50.000 a 70.000 euro annui la soglia al di sotto della quale non è richiesto il visto di conformità per l’utilizzo in compensazione del credito IVA. I medesimi soggetti sono altresì esonerati dall’apposizione del visto di conformità ovvero dalla prestazione della garanzia per i rimborsi IVA per un importo non superiore a 70.000 euro annui. Inoltre, passa da 20.000 a 50.000 annui la soglia al di sotto della quale non è richiesto il visto di conformità, per l’utilizzo in compensazione dei crediti ai fini delle imposte dirette e dell’IRAP.

L’art. 6, invece, mira a semplificare l’adempimento compilativo del Modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini degli ISA da parte di imprese e lavoratori autonomi, rendendo disponibili a tali contribuenti gli elementi e le informazioni in possesso dell’AdE.

A questo scopo il decreto legislativo n.1/2024 individua, per l’anno 2024 e per gli anni successivi, un apposito termine entro cui l’Amministrazione finanziaria rende disponibili i programmi informatici relativi agli ISA (art. 7).