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Opzione donna a 61/60/59 anni

Opzione donna a 61/60/59 anni

Proroga, con modifiche, per il 2024

Di Marinella Perrini

La legge di Bilancio 2024 ha prorogato il regime cd. Opzione donna, come modificato dall’art. 1, comma 292 della l. 197/2022, anche per le lavoratrici che hanno maturato i requisiti anagrafici e contributivi entro il 31 dicembre 2023 e ha aumentato di 1 anno il requisito anagrafico, (da 60) a 61 anni (modifica art. 16, d.l. 4/2019 (l. 26/2019)).

Il trattamento anticipato che prevede l’opzione al sistema di calcolo contributivo potrà essere riconosciuto alle donne con un’anzianità contributiva pari o superiore a 35 anni e un’età anagrafica:

  • pari o superiore a 59 anni (per le lavoratrici con almeno due figli)
  • a 60 anni (per le lavoratrici con un figlio)
  • a 61 (per le lavoratrici senza figli) (indipendentemente dallo stato di lavoratrice dipendente o autonoma), che si trovino in una delle seguenti condizioni:
  • assistono, al momento della richiesta e da almeno 6 mesi, il coniuge, parenti o affini con handicap in situazione di gravità ai sensi dell’art. 3, comma 3, della l. 104/1992, ovvero un parente o un affine di secondo grado convivente qualora i genitori o il coniuge della persona con handicap in situazione di gravità abbiano compiuto i 70 anni di età oppure siano anch’essi affetti da patologie invalidanti o siano deceduti o mancanti;
  • riduzione della capacità lavorativa, accertata dalle competenti commissioni per il riconoscimento dell’invalidità civile, non inferiore al 74%;
  • sono lavoratrici licenziate o dipendenti da imprese per le quali è attivo un tavolo di confronto per crisi aziendale (art. 1, comma 852, l. 296/2006).

Per tali lavoratrici la riduzione massima di 2 anni del requisito anagrafico di 61 anni (59 anni) trova applicazione a prescindere dal numero di figli.

Il trattamento potrà essere riconosciuto nei confronti delle lavoratrici che abbiano maturato, entro il 31 dicembre 2023 i suddetti requisiti e indipendentemente dal momento della decorrenza della pensione, che dovrà comunque avvenire successivamente a tale data.

Restano confermate le finestre mobili di 12 mesi per le lavoratici dipendenti e di 18 mesi per le lavoratrici autonome. In particolare, per le lavoratrici autonome la prima decorrenza utile è il 1° agosto 2024.

Possono uscire nel corso del primo anno solo le lavoratrici che hanno maturato i requisiti nei primi 5 mesi dell’anno 2023.

Per le lavoratrici dipendenti il posticipo dalla maturazione dei requisiti è di almeno 12 mesi, mentre per le lavoratrici del comparto scuola e AFAM, la domanda di cessazione dal servizio può essere effettuata entro il 28 febbraio 2024, con effetti dall’inizio dell’anno scolastico/accademico (art. 16, comma 3, d.l. 4/2019) (comma 138).

La circolare Inps 25/2023 ha chiarito che le condizioni sopra indicate, anche con riferimento al personale appartenente al comparto scuola o quello dell’Alta formazione artistica, musicale e coreutica (AFAM), devono sussistere alla data di presentazione della domanda di pensione e non devono essere oggetto di ulteriore verifica alla decorrenza del trattamento pensionistico.

La Relazione Tecnica alla legge evidenzia che il numero delle lavoratrici aderenti è stato stimato in circa 2.200 lavoratrici, prudenzialmente, tenendo conto dei dati di monitoraggio, ancorché parziali (anche per l’operare del regime delle decorrenze e un accesso graduale nel tempo) relativi alla prestazione prevista dalla legge di Bilancio 2023, che a tutto settembre 2023 registra domande pari a 2.228, nonché dell’incremento anagrafico di 1 anno.