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Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione: ecco cosa cambia

Assegni familiari e quote di maggiorazione di pensione: ecco cosa cambia

Con l’istituzione dell'assegno unico e universale per i figli a carico, le prestazioni concernenti gli assegni familiari, sono state riconosciute solo ad alcune categorie di beneficiari.

Di Marinella Perrini 

Con l’istituzione dell'assegno unico e universale per i figli a carico, le prestazioni di cui all'articolo 4 del Testo Unico delle norme concernenti gli assegni familiari, approvato con il decreto del Presidente della Repubblica 30 maggio 1955, n. 797, sono state riconosciute, dall’ 1 marzo 2022, esclusivamente alle categorie di beneficiari ricomprese nella tabella di cui alla circolare INPS n. 34 del 28/02/2022:

 

A tali beneficiari continua ad applicarsi la normativa sugli assegni familiari qualora abbiano nuclei familiari composti unicamente dai coniugi, con esclusione del coniuge legalmente ed effettivamente separato, dai fratelli, dalle sorelle e dai nipoti, di età inferiore a diciotto anni compiuti ovvero senza limiti di età, qualora si trovino, a causa di infermità o difetto fisico o mentale, nell'assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro, nel caso in cui essi siano orfani di entrambi i genitori e non abbiano conseguito il diritto a pensione ai superstiti.

La disciplina dell’ANF rimane applicabile anche al nucleo familiare cd. orfanile che risulti composto dal coniuge titolare di pensione ai superstiti nell’assoluta e permanente impossibilità di dedicarsi ad un proficuo lavoro.

Infine, la prestazione ANF è riconosciuta, qualora non si abbiano i requisiti previsti al comma 1 dell’articolo 2 del decreto legislativo n. 230/2021, per i soggetti diversi dai figli, quali il coniuge o eventuali sorelle, fratelli o nipoti nelle previste condizioni di diritto e nei casi di figli di età minore di ventuno anni.

Per tutti questi casi, a partire dal 1° gennaio 2023, la circolare INPS n.28 del 14 marzo 2023 ha rivalutato i limiti di reddito familiare ai fini della cessazione o riduzione della corresponsione degli assegni familiari e delle quote di maggiorazione di pensione, nonché i limiti di reddito mensili per l'accertamento del carico ai fini del diritto agli assegni stessi.

In base alla circolare 28/2023, ai coltivatori diretti, coloni, mezzadri per fratelli, sorelle e nipoti spettano 8,18 euro mensili; ai pensionati delle gestioni speciali per i lavoratori autonomi e ai piccoli coltivatori diretti per coniuge e fratelli, sorelle e nipoti spettano 10,21 euro mensili e ai piccoli coltivatori diretti spettano 1,21 euro mensili per i genitori ed equiparati.

Inoltre, i limiti di reddito mensili da considerare ai fini del riconoscimento del diritto agli assegni familiari sono stati rivalutati in ragione del tasso d'inflazione programmato e aggiornati per l'anno 2023 in conformità alle precisazioni fornite dai competenti Ministeri. La misura del tasso d'inflazione programmato per il 2022 è stata pari all’1,5% e, pertanto, per l'anno 2023 i limiti di reddito mensile sono stati fissati in 793,93 euro per il coniuge, per un genitore, per fratelli, sorelle e nipoti e in 1.389,38 euro per due genitori ed equiparati.

Di seguito sono riportate le tabelle INPS relative ai limiti di reddito familiare annuale, per le diverse categorie di beneficiari (circolare 28/23).