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Artigiani ed esercenti attività commerciali, le novità Inps

Artigiani ed esercenti attività commerciali, le novità Inps

Le aliquote contributive pensionistiche per i lavoratori artigiani e commercianti iscritti alle gestioni autonome dell'Inps sono state incrementate.

Di Marinella Perrini 

A partire dal 1° gennaio 2012, le aliquote contributive pensionistiche per i lavoratori artigiani e commercianti iscritti alle gestioni autonome dell'Inps sono state incrementate di 1,3 punti percentuali e successivamente di 0,45 punti percentuali ogni anno fino a raggiungere il livello del 24% per tutti i soggetti iscritti. Ciò implica che per l'anno 2023, le aliquote contributive per il finanziamento delle pensioni per i lavoratori artigiani e commercianti sono pari al 24% per titolari e collaboratori di età superiore ai 21 anni e al 23,25% per i collaboratori di età inferiore ai 21 anni.

Inoltre, le disposizioni per la riduzione del 50% dei contributi per gli artigiani e commercianti con più di 65 anni che sono già pensionati restano valide anche per l'anno 2023. Per ulteriori informazioni, si possono consultare le circolari n. 63 del 17 marzo 1998 e n. 33 del 15 febbraio 1999, nonché la circolare n. 175 del 29 luglio 1998 e il messaggio n. 20028 del 5 dicembre 2012.

A partire dal 1° gennaio 2022, l'aliquota contributiva aggiuntiva per i soli iscritti alla Gestione degli esercenti attività commerciali è stata aumentata per un indennizzo in caso di cessazione definitiva dell'attività commerciale. Gli iscritti alla Gestione degli esercenti attività commerciali sono tenuti a versare un'aliquota contributiva aggiuntiva dello 0,48%, di cui lo 0,46% è destinato al finanziamento del Fondo per la razionalizzazione della rete commerciale e lo 0,02% alla Gestione dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli esercenti attività commerciali.

Infine la circolare ricorda che, ai sensi della legge 23 dicembre 1999, n. 488, gli iscritti alle Gestioni degli artigiani e dei commercianti sono tenuti a versare un contributo per le prestazioni di maternità di €0,62 mensili. Nello specifico, il reddito minimo annuo che sarà preso in considerazione per il calcolo del contributo IVS dovuto dagli artigiani e commercianti è di € 17.504. Questo valore è stato ottenuto moltiplicando il minimo giornaliero di retribuzione da utilizzare per il calcolo dei contributi (€ 53,95) per 312 e aggiungendo € 671,39.

In sintesi, il contributo previdenziale massimo dovuto per l’IVS varia a seconda della categoria e dell’anzianità contributiva del lavoratore.

Le aliquote contributive per il 2023 sono:

  • Per i titolari di qualsiasi età e i coadiuvanti/coadiutori di età superiore a 21 anni: 24% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti;
  • Per i coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni: 23,25% per gli artigiani e 23,73% per i commercianti.

Il contributo sul reddito minimale per l'IVS si suddivide come segue:

  • Per i titolari di qualsiasi età e i coadiuvanti/coadiutori di età superiore a 21 anni: € 4.208,40 per gli artigiani e € 4.292,42 per i commercianti (IVS + 7,44 maternità);
  • Per i coadiuvanti/coadiutori di età non superiore ai 21 anni: € 4.077,12 per gli artigiani e € 4.161,14 per i commercianti (IVS + 7,44 maternità).

Per quanto riguarda i redditi d'impresa che superano il minimale di € 17.504, le aliquote contributive sono determinate come segue:

  • Per i redditi fino a € 52.190: 24% per gli artigiani e 24,48% per i commercianti;
  • Per i redditi superiori a € 52.190: 25% per gli artigiani e 25,48% per i commercianti.

Il massimale di reddito annuo entro il quale sono dovuti i contributi IVS per il 2023 è di € 86.983. Questo limite individuale si applica ai lavoratori con anzianità contributiva al 31 dicembre 1995.Per i lavoratori privi di anzianità contributiva al 31 dicembre 1995, iscritti con decorrenza dal 1° gennaio 1996 o successiva, il massimale annuo è di € 113.520 e non è frazionabile. In sintesi, il contributo previdenziale massimo dovuto per l’IVS varia a seconda della categoria e dell’anzianità contributiva del lavoratore.

A saldo, il contributo IVS dovuto da artigiani e commercianti deve essere calcolato sulla totalità dei redditi d'impresa denunciati ai fini IRPEF e rapportato ai redditi d'impresa prodotti nello stesso anno al quale il contributo si riferisce. Nel caso in cui la somma dei contributi sul minimale e di quelli a conguaglio versati alle scadenze previste sia inferiore a quanto dovuto sulla totalità dei redditi d'impresa realizzati, sarà dovuto un ulteriore contributo a saldo. I contributi possono essere versati con un differimento sino a 30 giorni applicando una maggiorazione dello 0,40% dell’importo dovuto, a titolo di interessi corrispettivi.

Per le imprese con collaboratori, i contributi devono essere determinati in base alla quota di reddito denunciata da ciascuno ai fini fiscali. Coloro che esercitano l'attività di affittacamere e i produttori di terzo e quarto gruppo non sono soggetti al minimale annuo di reddito e sono tenuti solo al versamento dei contributi a percentuale IVS calcolati sull'effettivo reddito.

Esiste, poi, un regime contributivo agevolato per cui è possibile ridurre i contributi del 35%, ma solo per chi soddisfa i requisiti di legge e ne fa domanda. I dati e gli importi utili per il pagamento possono essere visualizzati nel Cassetto previdenziale del sito web dell’Inps.