Ispezioni, abusivi segnalati dall'Inps

A cura di Silvia Bradaschia

I soggetti privi di abilitazione professionale non possono assistere all’ispezione e saranno segnalati alle autorità competenti.

L’Inps, in attesa della piena operatività dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro, emana le linee guida per i propri ispettori. Con la circolare n. 76/16, l’Istituto precisa che l’accertamento ispettivo non può tradursi in una verifica di carattere puramente contabile - amministrativo. Ne consegue che all’ispettore è demandata la valutazione di tutte le circostanze del caso concreto e delle specifiche modalità di svolgimento e di esecuzione del singolo rapporto di lavoro verificato. Inoltre, vale ancora il principio generale in virtù del quale le ispezioni vanno condotte necessariamente in coppia dall’inizio alla stesura del verbale. Il primo accesso, dopo opportuna valutazione, potrà essere affidato anche da un più ampio numero d’ispettori, al fine di garantire la necessaria tempestività nell’identificazione dei lavoratori presenti, ovviando al possibile allontanamento di quest’ultimi dal luogo di lavoro.

La consistenza della forza ispettiva da impegnare nel primo accesso riveste particolare importanza in relazione soprattutto all’”effetto sorpresa” tipico del procedimento ispettivo, di fondamentale rilevanza soprattutto nella sua fase iniziale.

Ai fini dell’esercizio del potere d’ispezione, gli ispettori possono accedere ai locali delle aziende, agli stabilimenti, ai laboratori, ai cantieri e a qualsiasi altro luogo di lavoro come negozi, esercizi pubblici, studi professionali e ai locali nei quali si svolge un’attività lavorativa assoggettabile alle norme di legge sull’assicurazione.

All’atto dell’accesso, il personale ispettivo ha l’obbligo di qualificarsi, oltre che nei confronti del datore di lavoro o di chi ne fa le veci, anche nei confronti del personale presente sul luogo di lavoro e di ogni altro soggetto.

L’accesso va condotto secondo i principi di collaborazione e rispetto che devono caratterizzare i rapporti tra personale ispettivo e soggetto ispezionato, in modo tale da recare la minore turbativa possibile allo svolgimento dell’attività lavorativa in corso, ferme restando le finalità e le esigenze proprie dell’accertamento stesso.

Il personale ispettivo è tenuto a conferire, laddove possibile, con il datore di lavoro e/o suo rappresentante, informandolo dello svolgimento della verifica e della facoltà di farsi assistere nel corso dell’accertamento da un professionista abilitato ai sensi dell’art. 1 della Legge n. 12/79, nonché di rilasciare dichiarazioni.

Secondo l’Inps, inoltre, l’assenza del professionista non è comunque ostativa alla prosecuzione dell’attività ispettiva, né inficia in alcun modo la sua validità.

Qualora il soggetto ispezionato si avvalga di consulenza esterna, gli ispettori devono verificare che il professionista sia in possesso di abilitazione ai sensi dell’art. 1 di cui alla Legge n. 12/79, annotando nel verbale di primo accesso gli estremi della prevista iscrizione. Per i professionisti diversi dai Consulenti del lavoro, il personale ispettivo è tenuto a verificare, in particolare, che sia stata effettuata la comunicazione dell’esercizio dell’attività svolta alla competente Direzione Territoriale del Lavoro.

Conseguentemente, nel caso in cui emergano gli estremi dell’esercizio abusivo della professione, i funzionari ispettivi non devono consentire al soggetto privo di abilitazione di assistere all’ispezione in corso e devono provvedere, appena possibile, a darne comunicazione alle autorità competenti.