Distacco transfrontaliero: analisi dello schema di decreto legislativo

A cura di Emiliana Maria Dal Bon

Il distacco temporaneo dei lavoratori nell’ambito dell’Unione Europea, cd. distacco transfrontaliero, è disciplinato a livello europeo principalmente da due disposizioni normative:

·         Direttiva 96/71/CE → recepita in Italia con il D.Lgs. n. 72/2000;

·         Direttiva 2014/67/UE.

Lo scorso 15 aprile è stato approvato in via preliminare dal Consiglio dei Ministri lo schema di decreto legislativo n. 296, attuativo della Direttiva 2014/67/UE e abrogativo del d. lgs. n. 72/2000. Le finalità perseguite dal Legislatore con la stesura dello schema di decreto possono essere così sintetizzate:

·         tutelare i diritti dei lavoratori in distacco all’interno dell’Unione Europea,ostacolando il fenomeno del distacco abusivo e delle pratiche sleali, ormai sempre più diffusi tra le imprese per ridurre i costi del lavoro;

·         agevolare la cooperazione tra gli Stati membri al fine di appurare l’autenticità dei distacchi.

Gli aspetti sostanziali contenuti nello schema di decreto legislativo possono essere così riepilogati:

1.       autenticità del distacco → è prevista la facoltà da parte degli organi di vigilanza di effettuare tutte le opportune verifiche al fine di accertare la genuinità del distacco. Sono assoggettabili a controllo sia l’impresa distaccante sia la situazione specifica del lavoratore distaccato.In caso di accertamento della non autenticità del distacco transnazionale, il lavoratore distaccato è considerato a tutti gli effetti alle dipendenze del distaccatario e, a carico del distaccante e del distaccatario, sono applicabili sanzioni amministrative pecuniarie.

2.       Condizioni di lavoro → viene ribadito il principio, già contenuto nel d. lgs. n. 72/2000, per cui le condizioni dei lavoratori distaccatiin Italia devono corrispondere a quelle dei lavoratori italiani che prestano la stessa attività. Si prevede, in particolare, la responsabilità solidale dell’utilizzatore nell’ipotesi di inadempimento agli obblighi retributivi e contributivi da parte dell’impresa distaccante.

3.       Cooperazione tra Statinell’attività di verifica dell’autenticità dei distacchi e di perseguimento e repressione dei distacchi abusivi → viene previsto l’utilizzo della piattaforma informativa europea per lo scambio di informazioni tra le autorità dei diversi stati membri e per la trasmissione di atti o provvedimenti.

4.      Obblighi in capo all’impresa distaccante →in particolare,viene imposto l’adempimento di comunicare al Ministero del Lavoro il distacco dei propri lavoratori in Italia almeno 24 ore prima dell’inizio, includendo una serie di informazioni, e anche tutte le successive modifiche entro 5 giorni. Viene, inoltre, previsto l’obbligo di conservare la documentazione contrattuale fino a due anni dalla cessazione del distacco e l’obbligo di designare un referente per gestire i rapporti con le parti sociali interessate a promuove la negoziazione collettiva di secondo livello per il periodo di durata del distacco.