I contributi previdenziali nel trasferimento d’azienda

A cura di Valentina Massarelli

Il trasferimento d’azienda, o di un suo ramo, consiste in qualsiasi operazione volta a determinare un mutamento nella titolarità dell’attività e che conserva nel trasferimento la propria identità.

L’art. 2112 c.c. stabilisce che, nel caso di trasferimento d’azienda, “il rapporto di lavoro continua con il cessionario ed il lavoratore conserva tutti i diritti che ne derivanoil cedente ed il cessionario sono obbligati, in solido, per tutti i crediti che il lavoratore aveva al tempo del trasferimento”.

L’effetto principale voluto dalla norma (frutto del recepimento nel nostro ordinamento della Direttiva Comunitaria 2001/23/CE) è quello di garantire la continuità del rapporto lavorativo presso il nuovo datore di lavoro e tutelare i rapporti di credito maturati dai lavoratori dipendenti nel corso degli anni.

Qualora, quindi, il lavoratore abbia maturato un credito (ad es. di natura retributiva) nei confronti del cedente, in caso di insolvenza di quest’ultimo, il pagamento di quanto dovuto potrà essere richiesto al cessionario proprio in relazione al vincolo di solidarietà che si crea nei casi di trasferimento.

Tuttavia, a differenza di altri diritti di credito del lavoratore, la contribuzione previdenziale non gode della speciale tutela di responsabilità solidale tra cedente e cessionario.

In caso di trasferimento d’azienda, i debiti contratti dal cedente nei confronti dell’ente previdenziale per l’omesso versamento dei contributi obbligatori, purché esistenti all’atto del trasferimento, costituiscono debiti inerenti all’esercizio dell’azienda e pertanto rimangono soggetti alla disciplina di cui all’art. 2560 c.c..

In questo particolare caso, non opera l’automatica estensione di responsabilità solidale del cessionario di cui all’art. 2112 c.c., comma 2.

Sul punto si è pronunciata la Suprema Corte di Cassazione nella recente sentenza n. 3646 del 24 febbraio 2016 affermando che l’assenza di solidarietà tra cedente e cessionario in merito alla contribuzione previdenziale è dovuta al fatto che:<<…la solidarietà è limitata ai soli crediti di lavoro dipendente e non è estesa ai crediti di terzi, quali devono intendersi gli enti previdenziali, sia perché il lavoratore non ha diritti di credito verso il datore di lavoro per l’omesso versamento dei contributi obbligatori, essendo estraneo al cosiddetto rapporto contributivo, che intercorre fra l’ente previdenziale e il datore di lavoro>>.