La “busta arancione” farà vera informazione previdenziale?

A cura di Patrizia Gobat

Dopo tanti annunci e rinvii da parte dell’Inps, le “buste arancioni” siano partite con destinazione 7.5 milioni di lavoratori del settore privato e 1.5 milioni di lavoratori pubblici, che la riceveranno allegata alla busta paga.

La busta dal caratteristico colore arancione contiene le informazioni previdenziali ed una simulazione sulla futura pensione, che nei Paesi del Nord Europa viene inviata già dall’inizio degli anni 2000. Si tratta di quattro pagine, la prima delle quali contiene una previsione della pensione futura:

ü  data di pensionamento;

ü  importo mensile lordo;

ü  stima dell’ultima retribuzione lorda o del reddito percepito;

ü  tasso di sostituzione (percentuale dell’importo della pensione lorda rispetto           all’ultima retribuzione).

La seconda pagina contiene l’estratto conto dei contributi versati e accreditati dall’INPS, distinti per: tipo contributo, tipologia di lavoro, periodo, contributi utili per la pensione e relativo reddito o retribuzione, nominativi delle aziende presso cui si è prestata l’attività lavorativa dipendente o tipologia di iscrizione per gli autonomi (collaboratori, titolari, ecc)

La terza pagina riguarda la simulazione della contribuzione futura stimata dall’INPS in base al profilo lavorativo del contribuente. Si tratta di una simulazione in base alla situazione corrente che, ovviamente, non tiene conto del mutare della situazione nel tempo e prende a base i requisiti di pensionamento standard.

La quarta pagina contiene:

ü  un invito dell’INPS a segnalare eventuali errori presenti nell’estratto conto;

ü  alcune informazioni per l’accesso al servizio di simulazione online;

ü  informazioni su come ottenere il PIN ordinario.

Molte sono già le critiche mosse sulla credibilità dello strumento, in quanto le ipotesi sulla determinazione dell’assegno si fondano su determinate ipotesi standard:

ü  carriera del lavoratore

ü  crescita dei redditi

ü  andamento del PIL e dell’inflazione

ü  collocazione a riposo con i requisiti di pensione attuali per la pensione di vecchiaia, 66 anni e 7 mesi, destinati a salire in futuro in relazione all’aumento dell’aspettativa di vita.

ü  valore stimato dell’assegno contenuto nella busta arancione.

Le simulazioni, infatti, ipotizzano un indice di Pil del 1.5%, dato che non si verifica dal lontano 2006/2007 (1.9%) mentre le stime di crescita attuali sono inferiori all’1%.

Al di là delle previsioni che possono anche essere fuorvianti per chi le riceve, la “busta arancione” potrebbe costituire un primo approccio per molti alla materia previdenziale.

Un’azione di sensibilizzazione verso i cittadini, soprattutto i più giovani, al fine di stimolare la curiosità e l’interesse per il proprio futuro previdenziale, incentivando queste persone a munirsi di codice PIN o SPID per accedere ai servizi digitalizzati della PA. Se pensiamo che il processo di telematizzazione dell’Inps è attivo al 100% dal 1 agosto 2012 e che tutte le pratiche nei confronti dell’istituto devono essere fatte con il canale telematico, è assolutamente necessario che i cittadini acquisiscano consapevolezza e maggiore dimestichezza con gli strumenti informatici anche per pianificare il proprio futuro previdenziale.