Le collaborazioni passano per le Commissioni di Certificazione

A cura di Tommaso Siracusano

Il Dlgs 81/2015 ha ampliato sia le competenze delle Commissioni di certificazione, sia gli interventi dei Consulenti del lavoro che vedono rafforzato il ruolo di terzietà.

Ricordiamo che tra le sedi previste per la conciliazione (art. 2113 cc e art.76 DLgs n.276/03) sono comprese le commissioni istituite presso i Consigli provinciali degli Ordini dei Consulenti del lavoro.

Nell’ambito della c.d. “parasubordinazione” l’intervento normativo, da un lato ha abrogato il contratto a progetto ed i criteri di valutazione per la sua riconduzione nell’alveo del lavoro subordinato, sostituendoli con quelli previsti dall’art. 2 c. 1, dall’altro ha posto in essere una agevolazione a supporto delle stabilizzazioni di tali rapporti.

Agevolazione che consiste nell’estinzione degli illeciti amministrativi, contributivi e fiscali connessi all’erronea qualificazione del rapporto di lavoro, fatti salvi gli illeciti accertati a seguito di accessi ispettivi effettuati in data antecedente alla assunzione.

Al fine di consentire, come anzidetto, l’estinzione degli illeciti debbono essere rispettate le seguenti specifiche condizioni:

1.     i lavoratori interessati alle assunzioni sottoscrivano, con riferimento a tutte le possibili pretese riguardanti la qualificazione del pregresso rapporto di lavoro, atti di conciliazione in una delle sedi di cui all’articolo 2113, quarto comma, del codice civile, o avanti alle commissioni di certificazione;

2.     nei dodici mesi successivi alle assunzioni i datori di lavoro non debbono recedere dal rapporto di lavoro, salvo che per giusta causa ovvero per giustificato motivo soggettivo.

Ricordiamo che i Consulenti del Lavoro possono assistere entrambe le parti nella procedura di conciliazione.

La Fondazione Studi nella circolare 4/2016 ricorda che si tratta di una norma che entra nell’ordinamento in modo permanente e dunque, il processo di stabilizzazione può essere attivato in qualunque momento salvo quanto di seguito precisato:

·        la stabilizzazione prevede l’assunzione con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, anche a tempo parziale.

·        l’assunzione può avvenire a prescindere dalla data in cui il contratto di collaborazione coordinata e continuativa o altra tipologia per la quale è prevista la stabilizzazione, si sia concluso.

La norma infatti si limita ad affermare che i soggetti assunti siano stati già parti ma non anche che lo siano ancora al momento della stabilizzazione.