Sicurezza, infortunio e malattia nel lavoro agile

A cura di Emiliana Maria Dal Bon 

Il disegno di legge sul lavoro agile (in inglese smartworking e in generale l’evoluzione del telelavoro) introduce finalmente in Italia una disciplina specifica della fattispecie contrattuale.

In particolare, all’interno del titolo II del DDL sono contenute due disposizioni aventi ad oggetto due tematiche di rilievo: la sicurezza sul lavoro e l’assicurazione obbligatoria per gli infortuni e le malattie professionali.

Sicurezza sul lavoro (art. 6 DDL)

Il T.U. n. 81/2008 ricomprende esplicitamente la categoria dei telelavoratori tra i lavoratori subordinati a cui si applica la disciplina in materia di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.

Ne deriva una difficoltà di applicazione della detta normativa. Risulta, infatti, complicato per il datore di lavoro riuscire ad ipotizzare e, conseguentemente, controllare (garantendone la sicurezza) tutti i luoghi dove il lavoratore in modalità di lavoro agile può svolgere la prestazione.

Con il DDL il legislatore intende prevedere esplicitamente:

- un obbligo in capo al datore di lavoro → consistente nellaconsegna al lavoratore di un’informativa periodica, con cadenza almeno annuale. L’informativa dovrà individuare i rischi generali e i rischi specifici connessi alle modalità di svolgimento della prestazione.

- Un impegno in capo al lavoratore → di cooperazione all’attuazione delle misure di sicurezza predisposte dal datore di lavoro nei periodi in cui si trova fuori dai locali aziendali.

Infortunio e malattia professionale (art. 7 DDL)

La difficoltà, riguardante l’applicazione della copertura INAIL nei confronti di un lavoratore in modalità di lavoro agile, è insita nell’individuazione dei rischi effettivamente connessi con la prestazione lavorativa, considerato che il lavoratore svolge la prestazione al di fuori dei luoghi aziendali.

Al fine di dare una soluzione a tale problematica, il DDL introducel’obbligo di comunicazione all’Istituto dell’accordo per lo svolgimento della prestazione lavorativa in modalità di lavoro agile. Il lavoratore in questo modo è assicurato esclusivamente per il tipo di mansioni che svolge e al rischio ad esse connesso. L’intento è di garantire una tutela al lavoratore in modalità di lavoro agile così come prevista per qualsiasi altro lavoratore e, al contempo, di escludere dalla tutela gli infortuni derivati da un rischio cd. elettivo, ovvero non connesso alla specifica prestazione lavorativa ma scaturito da una scelta arbitraria del lavoratore.

Il DDL disciplina anche l’ipotesi dell’infortunio in itinere (ovvero durante andata/ritorno dal luogo di abitazione a quello prescelto per lo svolgimento della prestazione). Anche in tali ipotesi lo scopo è limitare la tutela, prevedendone l’applicazione ai casi in cui la scelta del luogo della prestazione sia dettata da:

- esigenze connesse alla prestazione stessa,

- dalla necessità del lavoratore di conciliare le esigenze di vita con quelle lavorative e risponda a criteri di ragionevolezza.

Le disposizioni citate sono contenute in un disegno di legge, ovvero in una bozza che dovrà essere poi approvata. Ad oggi non vi è nulla, quindi, di definitivo in merito. Tuttavia la loro previsione potrebbe rappresentare un concreto incentivo allo sviluppo dello smartworking, considerato che le aziende in Italia sono ancora restie ad utilizzare questa modalità di lavoro proprio per la mancanza di una disciplina ad hoc che ne renda meno problematica e rischiosa la gestione.