I consorzi per internazionalizzazione attività promozionali

Sostenere le Pmi sui mercati esteri, favorire la diffusione internazionale dei loro prodotti e servizi, incrementare la conoscenza delle autentiche produzioni italiane presso i consumatori internazionali per contrastare il fenomeno dell’Italian sounding e della contraffazione dei prodotti agroalimentari. Questi gli obiettivi dell'edizione 2016 del bando del Ministero dello Sviluppo Economico per i consorzi per l'internazionalizzazione per attività promozionali che favoriscano la diffusione del Made in Italy all’estero tramite, soprattutto, le piccole e medie imprese.

Al bando, in scadenza il 15 febbraio 2016, possono partecipare consorzi per l’internazionalizzazione costituiti, in forma di società consortile o cooperativa, da PMI industriali, artigiane, turistiche, di servizi, agroalimentari,  agricole e ittiche aventi sede in Italia, nonché da imprese del settore commerciale purché in misura non prevalente rispetto alle altre.

La scarsa conoscenza dei mercati esteri e delle lingue straniere, unite al capitale finanziario limitato, impedisce di fatto alle piccole realtà di sopperire alla crisi del mercato interno vendendo i propri prodotti o servizi all’estero. Da questo punto di vista il consorzio svolge un ruolo fondamentale in quanto può agire da tramite tra l’azienda consorziata, gli importatori, le società di distribuzione e le istituzioni estere.

Nell’intento di espandere il Made in Italy, il Mise ha deciso di finanziare con proprie risorse parte delle seguenti iniziative:

- partecipazioni a fiere e saloni internazionali;

- eventi collaterali alle manifestazioni fieristiche internazionali;

- show-room temporanei (durata max 6 mesi);

- incoming di operatori esteri;

- incontri bilaterali fra operatori esteri e all’estero;

- workshop e/o seminari in Italia con operatori esteri e all’estero;

- azioni di comunicazione sul mercato estero;

- attività di formazione specialistica per l’internazionalizzazione, destinata esclusivamente alle imprese partecipanti al progetto. Tale attività non può costituire più del 25% del costo totale delle iniziative;

- realizzazione e registrazione del marchio consortile.

Il contributo concesso dal Mise può coprire fino ad un massimo del 50% delle spese ritenute ammissibili. Ciascun progetto deve, inoltre, prevedere una spesa ammissibile non inferiore a 50.000,00 euro e non superiore a 400.000 euro, deve coinvolgere, in tutte le sue fasi, almeno cinque PMI consorziate provenienti da almeno tre diverse regioni italiane, appartenenti allo stesso settore o alla stessa filiera e non deve annoverare imprese che siano in liquidazione o soggette a procedure concorsuali.

La domanda per ottenere il contributo deve essere redatta secondo il modello predisposto sul sito del Ministero ed inviata entro il 15 febbraio 2016.