L’evoluzione del telelavoro al passo con la tecnologia

A cura di Emiliana Dal Bon

Il telelavoro, come evoluzione moderna del lavoro a domicilio, resa attuabile grazie al continuo sviluppo tecnologico, consiste in una particolare modalità di svolgimento della prestazione lavorativa da parte del dipendente, che avviene (normalmente) presso la propria abitazione anziché presso la sede aziendale.

Il D.lgs. n. 80/2015, nel silenzio generale della normativa giuslavoristica sul tema, ha dedicato un articolo al telelavoro, al fine di sottolinearne il valore e incentivarne l’utilizzo.

L’art. 23 del decreto, infatti, stabilisce che il telelavoratore non venga computato nei limiti numerici previsti da leggi e contratti collettivi per l’applicazione di particolari normative e istituti. Pertanto, a titolo esemplificativo, non sarà conteggiato tra il numero di dipendenti in essere in azienda in relazione a:

·        normative sulle assunzioni agevolate

-         apprendisti

-         lavoratori in sostituzione maternità

·        normative sui licenziamenti

-         art. 18 Statuto dei Lavoratori

-         procedura per riduzione del personale

·        contribuzione INPS

-         applicazione contributo addizionale CIGS

-         aliquota contributiva, corrente e addizionale CIGO

-         contributo fondo di solidarietà residuale

-         obbligo versamento TFR

·        leggi specifiche

-         obblighi occupazionali

-         igiene e sicurezza sul lavoro

-         diritti sindacali

-         procedure nell’ipotesi di trasferimento d’azienda.

Probabilmente proprio grazie alla mancanza di una disciplina specifica, il fenomeno del telelavoro è in continuo sviluppo. Lo smart-working (ovvero “Lavoro Agile”) non è altro che la concretizzazione di una nuova e più evoluta modalità di organizzazione del lavoro, che trova la sua realizzabilità nell’uso degli strumenti informatici e dei vari dispositivi mobili.

E’ opportuno sottolineare l’importante modifica concettuale di approccio al lavoro: il datore deve accettare il superamento del potere di controllo diretto sull’attività svolta dal proprio dipendente e concentrarsi sui risultati raggiunti. Così facendo, la valutazione del rendimento del lavoratore e della sua performance diventa l’elemento cruciale del rapporto.

I vantaggi di questo progresso nel mondo del lavoro si riversano su tutte le categorie coinvolte:

·        il datore di lavoro usufruisce di un maggior rendimento con riduzione dei costi di gestione degli spazi e del tasso di assenteismo;

·        il lavoratore gode di una maggiore flessibilità (riuscendo a conciliare meglio lavoro e vita privata) e responsabilizzazione nello svolgimento della prestazione;

·        la società beneficia di un’inevitabile decongestione della mobilità urbana, della diminuzione dei costi di trasporto e di produzione di smog, con un conseguente innalzamento della qualità della vita.