I nuovi fondi europei per sostenere l'invecchiamento attivo

A cura di Romano Benini

La Commissione Europea ha stabilito per l’attuale politica di coesione, compreso il FSE, diverse forme di sostegno all’invecchiamento attivo. La proposta approvata prevede un aumento complessivo del finanziamento per il FSE di 84 miliardi di euro per il periodo di programmazione 2014-2020.

La promozione dell’invecchiamento attivo e in buona salute è una delle priorità di investimento del FSE nel nuovo periodo.  Anche il FESR, il fondo per lo sviluppo regionale, contribuisce  a realizzare gli obiettivi e le iniziative della strategia Europa 2020, ed ha come obiettivi l’invecchiamento attivo per l’occupazione, la partecipazione alla società e una vita sana e indipendente.Le proposte adottate dalla Commissione per i regolamenti FSE e FESR per il periodo 2014-2020 includono entrambe l’innovazione sociale e la ricaduta di queste politiche sull’invecchiamento attivo è fondamentale.

Ciò significa che gli Stati membri e le regioni possono scegliere di investire in innovazione sociale e di allocare fondi strutturali a tale scopo. La proposta della Commissione per il sostegno allo sviluppo rurale da parte del FEASR per il periodo di programmazione 2014-2020, COM(2011) 627, prevede poi anche azioni possibili per le comunità con alto grado di invecchiamento nelle zone rurali, come la trasmissione delle conoscenze e le azioni di informazione, i servizi di consulenza, i servizi di base e il rinnovamento dei villaggi, lo sviluppo di aziende agricole e di attività commerciali e la creazione e il sostegno di specifiche strategie di sviluppo locale rivolte all’invecchiamento attivo nelle zone rurali nel quadro dell’approccio Leader.Il quadro della pianificazione locale per lo sviluppo prevede quindi anche in Italia che la ricaduta dei progetti per il lavoro riguardi anche l’invecchiamento attivo, da vedere come una priorità per l’Italia.