Il programma nazionale per le politiche attive

A cura di Romano Benini

Buona parte delle risorse destinate ai programmi di presa in carico dei disoccupati e di attivazione al lavoro derivano dai fondi europei, che sostengono le iniziative di reimpiego ed attivazione al lavoro che non si traducono in meri sgravi alle imprese. La programmazione regionale dei POR del Fondo sociale europeo ha negli ultimi anni fatto la parte del leone per il sostegno alle politiche attive, determinando progetti ed iniziative molto diversi da regione a regione. Questo scenario sembra destinato a cambiare e le azioni finanziate dall’Unione Europea per il sostegno alle politiche attive del lavoro nel periodo 2014-2020 riguardano in primo luogo la programmazione del Fondo sociale europeo per la programmazione nazionale. Il programma nazionale per le politiche attive, denominato SPAO, ovvero sistemi di politiche attive per l’occupazione, è il grande contenitore degli strumenti di attivazione al lavoro sostenuto dal Fondo sociale europeo. Tuttavia esistono interventi anche al di fuori di questo programma quadro, che riguardano per esempio la programmazione regionale o le iniziative di Garanzia giovani.

Gli obiettivi delle azioni finanziate dalla Commissione Europea riguardano : il rafforzamento dei servizi per l’impiego, il rapporto tra istruzione, formazione e mercato del lavoro, il collegamento tra politiche attive e passive, il sostegno alla conciliazione tra vita privata e lavorativa, il rapporto tra i servizi pubblici e privati per il lavoro, il miglioramento della partecipazione di uomini e donne al mercato del lavoro. Sono questi gli interventi ed i programmi di riferimento a cui è demandata l’azione della rete nazionale dei servizi per le politiche del lavoro, che è prevista dal Jobs Act ed è costituita dall’Anpal , dalle strutture delle regioni, dall’Inps, dall’Inail, dalle agenzie per il lavoro, dagli enti bilaterali, dai fondi interprofessionali, dall’Isfol, da Italialavoro e dalle Camere di Commercio. Fanno parte della rete anche gli istituti superiori di secondo grado.