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Responsabilità del Preposto

Responsabilità del Preposto

La Corte di Cassazione ha legittimato il licenziamento disciplinare intimato al responsabile di produzione per avere indicato ai lavoratori come eludere le procedure di sicurezza aziendali recanti il corretto funzionamento dei macchinari.

A cura di Nestore D’Alessandro
 

Con la sentenza del 22 marzo 2017 n.7338, la Corte di Cassazione ha legittimato il licenziamento disciplinare intimato al responsabile di produzione per avere indicato ai lavoratori come eludere le procedure di sicurezza aziendali recanti il corretto funzionamento dei macchinari. Il responsabile della produzione occupava in azienda la posizione di Preposto, importante figura della sicurezza (che ha assunto un ruolo centrale con la riforma operata dal nuovo testo unico SSL) che ha il dovere specifico di vigilanza operativa sui lavoratori. L’Art 2 c.1 lettera e del D.lgs 81/2008 definisce il preposto “Persona che in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa”. La sentenza della Corte di Cassazione prende spunto dalle disposizioni date dalla lettura dell’articolo 19 l.a del Testo Unico sulla Sicurezza che recita: “I Preposti secondo le loro attribuzioni e competenze sono tenuti a sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge, nonché delle disposizioni aziendali in materia si SSL e di uso dei dispositivi di protezione individuali e collettivi messi a loro disposizione e in caso di persistenza delle inosservanze, informare i loro superiori diretti”.

La non osservanza di queste direttive, impone al datore di lavoro l’esercizio dell’azione disciplinare (art. 2106 cc) giungendo a volte all’applicazione di sanzioni penali (art 61) in capo al preposto.

L’Art 56 TU descrive le sanzioni applicabili al Preposto:

a)      Arresto fino a due mesi o ammenda da 438,40 a 1315,20 euro per la violazione dell’art 19 c1 lettere a) c) e) ed f;

b)      Arresto fino ad un mese o ammenda da 219,20 a 876,80 euro per la violazione dell’art 19 lettere b)d) e g.

La condotta del Responsabile di Produzione (Preposto) ha, quindi, orientato la decisione degli Ermellini in quanto nel caso di specie esiste una giusta causa di licenziamento e, sul piano soggettivo e oggettivo una condotta idonea, a ledere la fiducia del datore di lavoro.