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Formazione Esperienziale, anche sulla sicurezza?

Formazione Esperienziale, anche sulla sicurezza?

Uno degli strumenti più potenti ed efficaci di cui il datore di lavoro dispone per gestire la propria azienda.

Di Alessandro De Chellis

La formazione aziendale è uno degli strumenti più potenti ed efficaci di cui il datore di lavoro dispone per gestire la propria azienda; attraverso di essa, infatti, egli può parlare direttamente ai propri lavoratori, prendersi cura della loro evoluzione professionale, può condividere obiettivi, strategie, vision e mission, può sensibilizzare management e lavoratori su temi di particolare interesse e tanto altro.

Esistono, nel panorama formativo, molte tecniche di gestione dell’aula per raggiungere in modo efficace l’obiettivo del datore di lavoro: uno di questi è la c.d. formazione esperienziale.

Essa, nata prevalentemente per la formazione manageriale, usa l’esperienza come strumento per far assimilare i concetti ai partecipanti.

Trovandomi a fare spessissimo formazione in materia di sicurezza sui luoghi di lavoro, mi sono chiesto: come tramutare la norma in un’esperienza?

È indubbio che il contesto formativo italiano in materia di sicurezza sul lavoro sia abbastanza imbrigliato da regole e cavilli che talvolta rendono questo strumento poco efficace e noioso per chi lo deve subire.

Come dice la definizione stessa, la formazione esperienziale si basa sul concetto di far vivere la situazione al partecipante consentendogli ed obbligandolo, in alcuni casi, a superare i suoi limiti, uscire dalla comfort zone e “buttarsi”. È questa la principale differenza con la formazione tradizionale d’aula dove si percepisce un distacco tra chi parla e chi ascolta.

Che tipo di formazione esperienziale abbiamo a disposizione? La più comune è quella outdoor: uscire dunque dalla zona comfort non solamente emotiva ma anche fisica, trasportare noi stessi in un contesto diverso che rompe le barriere, distrugge le nostre protezioni dietro le quali ci rifugiamo e ci obbliga a scoprirci.

La formazione ludica, una tipologia che si sta sviluppando sempre di più negli ultimi anni a partire dal metodo Lego® Serious Play® ma anche altre tipologie che portano, giocando e facendo divertire, a dover mettere a frutto le proprie conoscenze e capacità condividendole con le altre persone presenti al corso. Si stimola, in questo contesto, l’emisfero sinistro del nostro cervello, quello più creativo ed emotivo.

Queste tipologie formative, oltre a tante altre, possono adattarsi agli obiettivi da raggiungere nel sistema prevenzionistico. Questo perché con tali tipologie di strumenti ed approcci si può coinvolgere emotivamente e interamente i lavoratori.

Pensiamo, ad esempio, ai preposti aziendali: questo ruolo è spesso inviso alle persone che devono poi svolgerlo. Per una corretta applicazione delle attribuzioni del preposto è necessario avere anche capacità di comunicazione, di leadership e gestione del team di lavoro. In questo senso la formazione esperienziale, più che la classica frontale, può raggiungere lo scopo di rendere pronta una persona a svolgere un ruolo che, al di là delle nozioni previste dalla norma, richiede delle soft skills molto importanti e precise.

La formazione esperienziale, dunque, può risultare uno strumento molto valido e potente per incrementare le competenze, il coinvolgimento e la percezione dei lavoratori in materia di sicurezza sul lavoro. I primi test, di un suo utilizzo in questo ambito, stanno dando risultati incoraggianti che porteranno ad una sua diffusione sempre più capillare nei prossimi anni.