Il reddito di inclusione: i beneficiari e la politica attiva
i nuclei beneficiari potenziali del REI.
Sulla base delle soglie d’accesso identificate, i beneficiari sono inizialmente individuati tra i seguenti nuclei familiari:
• Nuclei con almeno un figlio minorenne;
• Nuclei con un figlio con disabilità (anche se maggiorenne);
• Nuclei con una donna in stato di gravidanza;
• Nuclei con una persona di 55 anni o più in condizione di disoccupazione (a seguito di licenziamento, ecc.).
Tenuto conto dei redditi posseduti e di altre prestazioni economiche di ammontare superiore al REI (esclusa l’indennità di accompagnamento), i nuclei beneficiari potenziali del REI, in sede di prima applicazione sono circa 500 mila, di cui 420 mila con minori. Le persone potenzialmente coperte dal REI sono complessivamente quasi 1,8 milioni, di cui 700 mila minori. La dimensione media del nucleo familiare è pari a poco più di 3,5 componenti.
Il REI prevede l'erogazione del sostegno economico solo condizionatamente all’adesione a un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa. E’ un percorso in cui i servizi in rete – sociali, socio-sanitari e centri per l’impiego, prioritariamente – si fanno carico dei cittadini più fragili e questi si impegnano nei comportamenti che gli vengono richiesti. Al sostegno monetario quindi si accompagna un vero e proprio patto, in cui si individuano gli obiettivi e i risultati attesi, i sostegni necessari forniti dai servizi e gli impegni assunti dai membri del nucleo. I comportamenti richiesti ai beneficiari vanno sicuramente riferiti alla ricerca attiva di lavoro, ma non solo. La regia degli interventi è affidata al servizio sociale, nella logica della rete integrata dei servizi e del pieno coinvolgimento del Terzo settore, delle parti sociali e di tutta la comunità. Al rafforzamento dei servizi sociali territoriali sarà destinata una quota non inferiore al 15% del Fondo Povertà.