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Il rinnovo del Ccnl metalmeccanici dell’industria

Il rinnovo del Ccnl metalmeccanici dell’industria

Con il rinnovo del Ccnl dei metalmeccanici industria, a decorrere dal 1° giugno 2017, è stato introdotto l’obbligo per le aziende di mettere a disposizione dei lavoratori strumenti di welfare.

A cura di Simone Cagliano

Con il rinnovo del Ccnl dei metalmeccanici industria, a decorrere dal 1° giugno 2017, è stato introdotto l’obbligo per le aziende di mettere a disposizione dei lavoratori strumenti di welfare, di cui all’art.51 c.2 lett.f del TUIR, per le finalità indicate all’art. 100 del TUIR (educazione, ricreazione, istruzione, culto e assistenza sociale), del valore di 100 euro, innalzato a 150 e 200 euro rispettivamente a decorrere dal 1° giugno 2018 e 1° giugno 2019, da utilizzare il 31 maggio dell’anno successivo.

Questa misura di welfare è destinata a tutti i lavoratori dipendenti rientranti nell’ambito di applicazione del contratto (escludendo di fatto i dirigenti) che, superato il periodo di prova, siano stati assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato o in alternativa a tempo determinato, con almeno tre mesi di anzianità di servizio (anche non consecutiva) nel corso di ciascun anno. Per ciò che concerne i lavoratori part-time, i citati valori non sono riproporzionabili e sono comprensivi esclusivamente di eventuali costi fiscali o contributivi a carico dell’azienda.

Non possono essere ricompresi, invece, i lavoratori che sono in aspettativa non retribuita né indennizzata nel periodo 1° giugno – 31 dicembre di ciascun anno.

Rilevante importanza ha assunto la circolare Federmeccanica del 1° marzo 2017, attraverso la quale è stato specificato che nelle aziende in cui siano presenti le RSU, “dovrà svolgersi un apposito confronto per individuare, tenuto conto delle esigenze dei lavoratori, dell’organizzazione aziendale e del rapporto con il territorio, una coerente gamma di beni e servizi privilegiando quelli con finalità sociale”.

Il citato rinnovo contrattuale è il primo accordo collettivo che viene stipulato a livello nazionale, al contrario di quello che solitamente accade nella realtà nostrana, in cui questa tipologia di accordi viene sottoscritta a livello territoriale o aziendale attraverso un accordo di secondo livello.

Ad oggi la maggioranza delle aziende, vedendolo semplicemente come un obbligo contrattuale, ha deciso di erogare questi servizi attraverso l’utilizzo di buoni benzina o buoni spesa. Tale novità, invece, al fine di generare effetti positivi sull’assetto organizzativo e produttivo dell’impresa, potrebbe essere considerata come un’opportunità per introdurre piani strutturati di welfare, migliorando così il benessere individuale e il senso di appartenenza del dipendente nei confronti dell’azienda.