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La direttiva sul lavoro agile nella p.a

La direttiva sul lavoro agile nella p.a

Disposizioni in materia di smart work.

A cura di Romano Benini

La legge 7 agosto 2015, n. 124, recante “Deleghe al Governo in materia di riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche”, all’articolo 14, introduce nuove misure per la promozione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro che le amministrazioni pubbliche sono chiamate ad attuare a decorrere dalla data di entrata in vigore della stessa legge. In questa normativa per la prima volta nel nostro ordinamento si introducono disposizioni che riguardano il cosiddetto smart work, il cosiddetto “lavoro agile”. La recente direttiva n.3 della Presidenza del Consiglio dei Ministri definisce finalmente le linee guida per la promozione della conciliazione tra tempi di vita e di lavoro e per la diffusione dello smart work nella Pubblica Amministrazione. La disposizione prevede che le amministrazioni pubbliche, nei limiti delle risorse di bilancio disponibili a legislazione vigente e senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, adottino misure organizzative volte a:

- fissare obiettivi annuali per l'attuazione del telelavoro;

- sperimentare, anche al fine di tutelare le cure parentali, nuove modalità spazio-temporali di svolgimento della prestazione lavorativa, il cosiddetto lavoro agile o smart working.

In questo modo si rende possibile l’introduzione di nuove modalità di organizzazione del lavoro basate sull’utilizzo della flessibilità lavorativa, sulla valutazione per obiettivi e la rilevazione dei bisogni del personale dipendente, anche alla luce delle esigenze di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. A questo riguardo diventano significative e vengono sostenute le politiche di ciascuna amministrazione in merito a questi aspetti : valorizzazione delle risorse umane e razionalizzazione delle risorse strumentali disponibili nell’ottica di una maggiore produttività ed efficienza;  responsabilizzazione del personale dirigente e non; riprogettazione dello spazio di lavoro; promozione e più ampia diffusione dell’utilizzo delle tecnologie digitali; rafforzamento dei sistemi di misurazione e valutazione delle performance; agevolazione della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.