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Le retribuzioni convenzionali per i lavoratori italiani impiegati in paesi stranieri

Le retribuzioni convenzionali per i lavoratori italiani impiegati in paesi stranieri

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale che fissa le retribuzioni convenzionali in vigore per l'anno 2017.

Di Luca Prevedini

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale che fissa le retribuzioni convenzionali in vigore per l'anno 2017. Il decreto 22 dicembre 2016 del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali individua, infatti, per i periodo di paga in corso dal 1° gennaio 2017 sino al 31 dicembre 2017, le retribuzioni convenzionali da utilizzare sia ai fini del calcolo dei contributi dovuti per le assicurazioni obbligatorie dei lavoratori italiani operanti all'estero, sia ai fini del calcolo delle imposte sul reddito da lavoro dipendente ai sensi dell'art. 51, comma 8-bis, del Tuir.

Regime contributivo

Le tabelle allegate al decreto ministeriale indicano, in base al settore di appartenenza, la qualifica del lavoratore e la fascia di retribuzione, la retribuzione convenzionale da utilizzare per definire la corretta contribuzione previdenziale per il calcolo dei contributi dei lavoratori impiegati in paesi extra UE, con i quali non esistono accordi di sicurezza sociale. L'Inps, con la circolare n. 28 del 7 febbraio 2017, ricorda che la disciplina contenuta nella legge 398/1987 (norme in materia di tutela di lavoratori operanti in Paesi extra-comunitari) si applica ai soli paesi extra UE per i quali non esistono accordi bilaterali di sicurezza sociale. Sono pertanto esclusi tutti gli Stati appartenenti all'Unione Europea (Regno Unito compreso) ma anche Svizzera, Liechtenstein, Norvegia e Islanda, per i quali, nonostante la non appartenenza all'UE, si applica la normativa comunitaria, in virtù di appositi accordi.

Regime fiscale

In ambito fiscale le retribuzioni convenzionali servono a determinare l'ammontare delle imposte dovute dai lavoratori dipendenti residenti in Italia, che prestano la loro attività all'estero in via continuativa ed esclusiva per un periodo superiore a 183 giorni nell'arco di 12 mesi.

Per applicare le retribuzioni convenzionali ai fini fiscali occorre che i dipendenti:

- siano residenti fiscalmente in Italia;

- prestino la propria attività di lavoro all'estero in via continuativa e come oggetto esclusivo del rapporto di lavoro;

- prestino attività lavorativa all'estero per un periodo superiore a 183 giorni nell'arco di 12 mesi.

Ai fini fiscali è indifferente che l'attività di lavoro sia svolta in un paese UE oppure extra UE.

Utilizzo delle retribuzioni convenzionali

AI fini dell’attuazione della disposizione relativa alle fasce di retribuzione, la circolare dell’istituto previdenziale ricorda che per “retribuzione nazionale” deve intendersi il trattamento previsto per il lavoratore dal contratto collettivo, “comprensivo degli emolumenti riconosciuti per accordo tra le parti”, con esclusione dell’indennità estero. L'importo, così determinato, deve essere diviso per 12 ed il risultato raffrontato con le tabelle del settore di appartenenza per determinare la fascia retributiva da utilizzare come riferimento.

Nel caso in cui, nel corso del mese siano intervenuti eventi, quali l'assunzione oppure la risoluzione del rapporto o il trasferimento del lavoratore, i valori convenzionali possono essere ragguagliati a giornata, dividendo per 26 l'importo mensile e moltiplicando il valore così ottenuto per il numero dei giorni interessati (domeniche escluse).