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A volte ritornano: la forma essenzialmente scritta del licenziamento

A volte ritornano: la forma essenzialmente scritta del licenziamento

Prendendo spunto da recenti vicende che hanno riacceso i riflettori sul tema della necessità di forma scritta nel licenziamento, Pasquale Staropoli, responsabile Scuola di Alta Formazione della Fondazione Studi, offre una puntuale analisi sull’istituto e i relativi requisiti che ne accertano la validità

La recente vicenda toscana dei licenziamenti intimati tramite l’applicazione “WhatsApp” ha riacceso i riflettori sul tema della necessità di forma scritta del licenziamento. Ecco allora che l’occasione diventa utile per riepilogare quali siano i requisiti formali indispensabili ai fini della garanzia di validità dell’atto unilaterale in questione per evitare che, in caso di vizi, risulti nullo e inefficace. Requisiti di forma delineati dall’art. 2 della L. n. 604/1966 e integrati dalla L. n. 92/2012 la quale, prevedendo l’obbligatoria indicazione dei motivi scatenanti, ha rafforzato il concetto che l’utilizzo di taluni mezzi di comunicazione in questo senso potrebbe rivelarsi insufficiente a dimostrare l’avvenuta conoscenza del provvedimento espulsivo da parte del lavoratore.

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