Interpello n. 30.2014

a cura di Daniela De Luca

L’interpretazione ministeriale, contenuta nell’interpello 30/2014, secondo cui i contratti di prossimità non possono rimuovere del tutto i limiti quantitativi previsti dalla legislazione o dalla contrattazione nazionale, ma esclusivamente prevederne una diversa modulazione, si pone in un ambito puramente interpretativo, contrastante sia con il dettato normativo dell’art. 8 del D.L. n. 138/2011 (conv. da L. n. 148/2011) sia con quanto disposto dalla stessa Direttiva 1999/70/CE relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.