Il nuovo contratto di solidarietà difensivo

A cura di Marzio Giagnoni

I recenti interventi in materia di riordino della normativa degli ammortizzatori sociali, di cui al D.lgs n. 148/2015, hanno profondamento inciso sulla disciplina del contratto di solidarietà.

Primariamente, si rappresenta come il contratto di solidarietà cosiddetto "difensivo" sia stato ricondotto fra le causali di intervento della CIGS, ai sensi dell'articolo 21, c. 1, lett. c), dedicando quindi il successivo comma 5 del medesimo articolo alla regolamentazione dei principali aspetti dell'istituto.

A tal riguardo, si sottolinea inoltre come il legislatore – attraverso il disposto ex art. 22, c. 5 - abbia scelto, ai fini del calcolo della durata massima del ricorso alla CIGS, di computare i trattamenti per la causale di contratto di solidarietà nella misura del 50% per la parte non eccedente i 24 mesi e interamente per quella eccedente – misura, tuttavia, esclusa per le aziende edili ed affini.

Il contratto di solidarietà viene stipulato per iniziativa dell'impresa attraverso accordi collettivi aziendali, così come previsto dall'articolo 51 del D.lgs 81/2015, stabilendo una riduzione dell'orario di lavoro "al fine di evitare, in tutto o in parte, la riduzione o la dichiarazione di esubero del personale anche attraverso un suo più razionale impiego”. Preme peraltro evidenziare l'obbligo – dettato dal c. 4 dell'articolo 24 – che risiede in capo alle parti, di dichiarare espressamente in fase di consultazione sindacale l'eventuale non percorribilità della causale in questione.

Ad ogni modo, la riduzione praticata non potrà eccedere il limite del 60% dell’orario giornaliero, settimanale o mensile del to­tale dei lavoratori parte del mutamento, nonché il 70% su base individuale, da calcolarsi sul totale del periodo per cui il contratto di solidarietà è stipulato.

Infine, si pone l'accento sulla disposizione contenuta all'articolo 21, c. 5, in base alla quale non sono a carico INPS le quote di accantonamento TFR relative alla retribuzione persa per la riduzione dell'orario, nel caso di quei lavoratori licenziati per gmo o nell'ambito di una procedura di licenziamento collettivo entro 90 giorni dal termine del periodo di fruizione del trattamento di integrazione salariale.