Contratto di rete e rapporto di lavoro: alcuni interrogativi

A cura di Emiliana Dal Bon

Il contratto di rete, o rete di imprese, viene inserito nel nostro ordinamento come una nuova forma di collaborazione tra imprenditori. La sottoscrizione di un contratto di rete può rivelarsi una scelta imprenditoriale e commerciale molto interessante; occorre, però, porre attenzione ai risvolti del vincolo contrattuale sottoscritto tra gli imprenditori della rete sul rapporto di lavoro.

Il concetto che viene in gioco è quello della pluralità di datori di lavoro. La domanda da porsi è quanto in profondità incida, sulla titolarità del rapporto di lavoro, la condivisione e la collaborazione tra gli imprenditori della rete. Quando più imprenditori sottoscrivono un contratto di rete, il contratto commerciale che sorge tra di essi va ad influire sul rapporto di lavoro, determinando una compenetrazione tra i soggetti e dando origine a qualcosa che, sebben non chiaramente definito, si può chiamarecodatorialità.

Le domande che sorgono in una tale situazione sono diverse.

-  Profilo retributivo:c’è un solo soggetto debitore di lavoro e creditore di retribuzione o ci sono due o più datori di lavoro obbligati in maniera solidale?

·        Requisiti dimensionali e computo dei lavoratoriai fini di legge e di contratto collettivo, l’imprenditore deve computare come suoi anche i dipendenti degli altri imprenditori che partecipano alla rete?

·        Esercizio dei poteri datoriali:  cosa accade se il lavoratore riceve più direttive provenienti da diversi soggetti della rete? A quale degli imprenditori deve rispondere il lavoratore nel caso gli vengano rivolte richieste differenti?

·        Diritti del lavoratore connessi con il licenziamento:  nei confronti di chi, tra i codatori di lavoro, il lavoratore potrà far valer il suo diritto di precedenza? Il lavoratore ha diritto di pretendere che la possibilità di ricollocarlo (cd. repechage) sia verificata presso le organizzazioni di tutti gli imprenditori della rete?

Importante è evidenziare anche che l’art. 7 del D.L. 76/2013 ha aggiunto all’art. 30 D.lgs. 276/03 in materia di distacco il comma 4ter, prevedendo una disciplina “semplificata” del distacco che avvenga tra imprenditori appartenenti a una stessa rete. Il distacco può risultare strumentale rispetto agli obiettivi e al programma della rete che nasce proprio allo scopo di facilitare la collaborazione degli imprenditori nell’esercizio delle proprie imprese, lo scambio di informazioni e prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica o tecnologica, ovvero l’esercizio in comune di una o più attività rientranti nell’oggetto della propria impresa. Perciò, qualora il distacco di personale avvenga tra aziende che abbiano sottoscritto un contratto di rete l'interesse del distaccante sorge automaticamente in forza dell'operare della rete.

La norma inoltre afferma che per le stesse imprese è ammessa la codatorialità dei dipendenti ingaggiati con regole stabilite attraverso il contratto di rete stesso. Non sembrerebbe, però, che nemmeno questa previsione abbia chiarito le problematiche connesse a cosa debba intendersi per codatorialità e cosa il lavoratore possa pretendere dagli altri codatori di lavoro.