Il divieto di licenziamento per giustificato motivo oggettivo nel D.L. “Cura Italia”

Il divieto di licenziamento collettivo e individuale per giustificato motivo oggettivo, introdotto dal Decreto Cura Italia a seguito dell’emergenza epidemiologica, è stato confermato dal D.L. n. 34/2020, cosiddetto Decreto Rilancio, che ha sostituito il termine di 60 giorni con quello di cinque mesi. Vanno però chiariti alcuni aspetti relativi all’operatività della norma. Gli effetti e le conseguenze giuridiche di tale disposizione sono approfonditi sul numero di maggio-giugno di Leggi di Lavoro, da Luca De Compadri, esperto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro. L’analisi si sofferma, inoltre, sui criteri di correttezza e buona fede che devono accompagnare il datore di lavoro e sull’analisi delle fattispecie escluse dal divieto di licenziamento, fra cui in particolare: il licenziamento disciplinare, quello per mancato superamento del periodo di prova e quello previsto per i dirigenti.

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