La gestione dei rischi lavorativi e la condotta del dipendente

Il datore di lavoro risponde di omicidio colposo aggravato in caso di decesso del lavoratore deri­vante dall’omessa informazione e formazione sui rischi lavorativi. Si deve pertanto tenere in considerazione sia l’esistenza di un comportamento alternativo salvifico sia che la condotta del lavoratore possa essere ricompresa entro il perimetro di governo dei suddetti rischi. Muovendo dalla sentenza della Corte di Cassazione n. 54813 del 2018, Paolo Cacciagrano, esperto della Fondazione Studi Consulenti del Lavoro,nel suo nuovo saggio su Leggi di Lavoro n. 2/2019definisce la portata della responsabilità in capo al datore di lavoro alla luce del valore attribuito dagli Ermellini alla condotta abnorme, inopinabile ed esorbitante del lavo­ratore nel sollevare dalla colpa il datore di lavoro. L’articolo integrale è disponibile in versione cartacea e digitale, acquistando l’abbonamento a Leggi di Lavoro.